Una “patente ambientale” per le aziende europee

Una “patente ambientale” per le aziende europee

Dal 12 luglio entra in vigore il regolamento europeo che definisce i paletti dell’economia green: per la prima volta le aziende vengono classificate in base alla loro sostenibilità ambientale. Si tratta di un passo necessario per procedere verso la realizzazione del Green Deal Ue che fissa al 2050 la data entro cui l’Europa dovrà avere un bilancio ambientale a zero. 

Il parlamento di Bruxelles a giugno aveva già definito sei obiettivi da raggiungere entro quella data, ora sono definiti i parametri per cui un’azienda potrà ottenere la “patente ambientale”, valutando se contribuisce a almeno uno di questi obiettivi senza danneggiare in modo significativo uno degli altri. La prevenzione e il controllo dell’inquinamento è uno degli obiettivi, ma la qualità dell’aria è il fil rouge di tutti e sei i punti definiti dall’Unione europea.

La certificazione delle aziende è resa necessaria dal coinvolgimento di investitori privati nel finanziamento delle azioni per raggiungere il pareggio di bilancio ambientale: il sostegno pubblico non sarà infatti sufficiente a conseguire i piani del Green Deal. Per questo occorrono criteri chiari per definire che cosa è sostenibile ed ecologico ed evitare di finanziare progetti greenwashing, cioè progetti che si dichiarano verdi e sostenibili ma che non rispettano davvero l’ambiente.

E mentre l’Europa muove passi importanti verso un ambiente e un’economia più sani, il nostro Paese è recentemente stato ripreso dall’Unione europea per non aver ancora adottato un programma nazionale contro l'inquinamento atmosferico, la cui riduzione è uno degli obiettivi globali più importanti. “Investire in aria più pulita significa investire nella salute dei cittadini e nel nostro clima - ha affermato Virginijus Sinkevičius, commissario europeo responsabile per l’ambiente - ed è il punto di partenza di cui la nostra economia ha bisogno. Questo è il pensiero alla base del Green Deal europeo”.