Un rating per la sostenibilità

Un rating per la sostenibilità

Con cautela ci stiamo riprendendo dal trauma per la pandemia che ci ha travolti. Ma per ripartire è essenziale dimostrare di avere imparato la lezione. La qualità dell’aria è diventata per tutti la cartina di tornasole per valutare la salute dell’ambiente e la sostenibilità del nostro modo di vivere, di produrre e di progettare strategie per il futuro: è evidente che bisogna cambiare.

I fattori Esg, ambiente, società e governance, diventano sempre più importanti per la valutazione delle attività produttive, ma anche dei sistemi economici e delle strategie di sviluppo. S&P Global Ratings, è una tra le più grandi agenzie mondiali di rating e analisi finanziarie assieme a Moody’s e Fitch. Repubblica racconta che l’agenzia ha una sezione dedicata appositamente alla finanza sostenibile che ha lanciato Esg valuation, un’analisi che si applica a tutti i settori e tipologia di organizzazioni, che “esprime in termini relativi la capacità di operare con successo in futuro e si basa su come i fattori ambientali, sociali e di governance potrebbero influenzare gli stakeholder, portando a un potenziale impatto finanziario diretto o indiretto”.

La recente emergenza sanitaria ha accelerato una tendenza in atto già da tempo: cambiare il rapporto fra economia e tutela dell’ambiente, trasformando la seconda da una zavorra a una leva per la prima. E il driver di questo cambiamento culturale è l’innovazione tecnologica. Una ricerca internazionale del ConsumerLab di Ericsson, riportata dall’agenzia Adnkronos, mette in evidenza che l’opinione pubblica ritiene la tecnologia fondamentale per un mondo sostenibile: i consumatori identificano l'innovazione tecnologica come fondamentale per affrontare le sfide ambientali future, una dichiarazione che vede d’accordo il 46% degli intervistati. Inoltre, il 36% vorrebbe che i propri dispositivi offrissero una guida per vivere in modo più rispettoso dell’ambiente.

Si tratta per altro di una sfida non più rimandabile: il settimanale Left parla di “Ritardo insostenibile” a proposito del gap che separa l’Italia dall’Europa in materia di rinnovabili, digitale e mobilità sostenibile. Una sfida che vede impegnati tutti i Paesi del mondo e che l’Italia non può perdere.