Terme e Spa con acque a rischio: verifiche NAS ad Ischia e Napoli

Terme e Spa con acque a rischio: verifiche NAS ad Ischia e Napoli

Rischio legionella e concessioni "fantasma", indagini in città e sull'isola. Chiuso il centro di Agnano. 

Non c'è nulla di più rilassante e suggestivo in inverno che godersi il tepore di una piscina di acqua termale. 

Ma un percorso benessere anche solo di qualche ora potrebbe essere anche molto rischioso. C'è un'indagine top secret che stanno conducendo i carabinieri Nas (il nucleo antisofisticazione) su delega della procura di Napoli nei centri termali e nello spa extra lusso di Napoli, della sua provincia e delle sue isole, in particolare a Ischia dove ci sono quasi cinquanta strutture che tutto l'anno ospitano turisti che arrivano da tutto il mondo. 

Nessun allarmismo, sia chiaro, anche perchè le analisi non sono ancora cominciate, ma i carabinieri vogliono vedere chiaro sull' "affare benessere" in città e valutare i rischi connessi all'uso non controllato dell'acqua termale ed in alcuni casi al suo imbottigliamento. 

IL PRIMO BLITZ

L'indagine è partita con il blitz del 16 dicembre al parco delle Terme di Agnano. Dopo un servizio della trasmissione "Striscia la Notizia" i carabinieri hanno ispezionato i locali del centro benessere e sono state riscontrate numerose violazioni sia dal punto di vista della sicurezza a causa di molti cavi elettrici penzolanti, sia dal punto di vista della pulizia della struttura e delle vasche idromassaggio. Il giorno stesso sono stati prelevati dei campioni di acqua perchè occorre valutare se siano proliferati batteri nocivi nelle acque. 

Così, dopo l'accurata informativa dei Nas coordinati dal maggiore Gennaro Tiano, la Procura ha deciso di estendere i controlli a tutte  le strutture. Le Terme di Agnano nel frattempo restano chiuse e nonostante questo in molti sul web hanno acquistato pacchetti benessere che non possono usare perchè la struttura è chiusa. Tutti rivogliono i soldi indietro ma al momento, di settimana in settimana, si rinviano gli appuntamenti sperando di potersi mettere in regola il prima possibile e riaprire. Mentre resta aperta la parte di struttura dove fanno le terapie per gli ammalati. 

LA FORMAZIONE DI BATTERI

L'indagine invece è molto più ampia ed è alle primissime battute. Innanzitutto gli investigatori stanno lavorando sulle concessioni all'uso delle acque di profondità che sono demaniali. Molte sono datate nel tempo, altre sarebbero addirittura inesistenti. Il secondo step dell'indagine riguarda invece le pulizie delle vasche e degli iniettori. 

La maggior parte delle acque termali hanno alte temperature (maggiore di 20°, alcune anche maggiore di 60°), Altra proprietà delle acque termali è quella di avere, a volte, una propria flora batterica, che favorisce la formazione di colonie di batteri sulle superfici con cui viene a contatto. 

Le caratteristiche tipiche di queste acque ed il fatto che queste siano usate a temperature alte costituiscono condizioni favorevoli allo sviluppo e la proliferazione della legionella. un bacillo che colpisce l'apparato respiratorio ed in alcuni casi può essere nocivo. Il Nas si sta concentrando soprattutto sull'attrezzatura per le cure inalatorie ed i bagni con idromassaggio. Sono a caccia di documenti che dimostrino che siano stati presi tutti gli accorgimenti necessari previsti dalla legge per evitare il proliferare di batteri nocivi. Tutti i gestori degli impianti sono obbligati ad eseguire la valutazione del rischio che andrà poi aggiornata con regolarità e documentata. Ogni tre mesi, per esempio, dovrebbero svuotare le vasche, trattarle e poi riempirle. Ed anche in questo caso occorre una documentazione che lo attesti in modo chiaro ed univoco. 

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/20_gennaio_11/napoli-ischia-spa-terme-acque-contaminate-indagine-strutture-extra-lusso-5877eb34-344a-11ea-9083-76c355a28653.shtml