Scuola, ripartenza lenta

Scuola, ripartenza lenta


La scuola è appena ripartita, fra mille difficoltà, norme, distanziamenti e precauzioni e già rischia di fermarsi di nuovo.
Il Referendum, che si terrà domenica 20 e lunedì 21 settembre, necessariamente deve utilizzare spazi scolastici: non ci sono ambienti più adatti degli edifici scolastici al flusso degli elettori. Flusso che però sovverte di nuovo il delicato equilibrio che si era appena stabilito, fra ventilazione delle aule e sanificazione degli spazi. Tanto che alcuni istituti in cui l’inizio delle lezioni era fissato per lunedì 21 hanno rimandato di una settimana: è il caso degli istituti di Bitonto, in provincia di Bari, dove il preside, per facilitare la risistemazione degli ambienti per gli studenti dopo il voto, ha deciso di posticipare il ritorno in aula degli studenti.

Un difficile ritorno alla normalità scolastica nell’anno del Covid, anno che si spera possa presto decollare garantendo ai ragazzi di riprendere prima possibile il corso regolare della loro formazione: una normalità in cui non dovrà però mai calare l’allerta per evitare di trasformare le scuole in pericolosi focolai di contagio.

A questo scopo sono pronti rigidi protocolli di intervento, diffusi dallIstituto Superiore di Sanità, in caso di un solo caso di Coronavirus a scuola: “Se un alunno o un operatore scolastico è risultato positivo alla SARS-CoV-2 - si legge nel testo della procedura - sarà necessario effettuare una sanificazione straordinaria della scuola. In presenza di casi confermati COVID-19, spetta al DdP (Dipartimento della Prevenzione) della ASL competente territorialmente di occuparsi dell’indagine epidemiologica volta ad espletare le attività di contact tracing (ricerca e gestione dei contatti). Infine “Per gli alunni ed il personale scolastico individuati come contatti stretti del caso confermato COVID-19 il DdP provvederà alla prescrizione della quarantena per i 14 giorni successivi all’ultima esposizione”.