Sanificazione, questa sconosciuta

Sanificazione, questa sconosciuta

La ripartenza della fase 2 ha ancora molti lati oscuri e molte differenze da regione e regione, sia dal punto di vista operativo che normativo.

Uno dei temi più ambigui resta la sanificazione, di cui si continua a parlare ancora troppo spesso nei termini di una pulizia approfondita di ambienti esterni ed interni, senza tenere conto della distinzione fondamentale fra igienizzazione delle superfici, gestibile da un’impresa di pulizie, e sanificazione vera e propria del microclima di un ambiente, che non può che essere affrontata con un approccio tecnologico e con cui alcol e candeggina non hanno nulla a che vedere. Un far west in cui il pericolo per l’opinione pubblica è di pagare un’operazione di pulizia per quanto accurata, come un intervento ad alta tecnologia che però non può avere la ricaduta attesa sull’ambiente in cui si vive. Il tema viene sporadicamente affrontato dai mezzi di informazione, come nell’articolo de Linkiesta , in cui a lamentare la giungla di soggetti che si improvvisano sanificatori è già la stessa Anip, l’associazione Confindustria che raggruppa le imprese di pulizie.

Anche Repubblica affronta il tema della sanificazione come operazione obbligatoria per la ripartenza, intendendo però di nuovo con questo termine esclusivamente “la pulizia e disinfezione delle superfici” senza accenno al microclima se non per il consiglio di seguire regole di buon senso come l’areazione frequente dei locali.

Ma virus, batteri e microroganismi vivono nell’aria che respiriamo e di cui dobbiamo imparare a prenderci cura, con politiche serie di tutela per l’ambiente e con un’attenzione globale al microclima in cui viviamo.

Così come fa il Vaticano nei confronti del proprio patrimonio artistico, riguardo al quale, si legge su Il Messaggero , la sanificazione deve tener conto non solo dell’igienizzazione delle superfici, ma del delicato equilibrio ambientale in cui sono immersi. Tuttavia, anche in questo caso, di nuovo si parla sostanzialmente di grandi pulizie. Con il consiglio finale di non usare, quando possibile, i condizionatori d’aria se non c’è un sistema di sanificazione in continuo.