Riapertura scuole e qualità dell’aria: un nodo cruciale

Riapertura scuole e qualità dell’aria: un nodo cruciale


Un appello al Comitato tecnico scientifico che si sta occupando delle norme per consentire la riapertura delle scuole italiane in sicurezza contro il pericolo della diffusione del contagio da coronavirus: lo ha lanciato, già a fine agosto, la Sima, Società italiana della medicina ambientale, sottolineando l’estrema necessità di tener conto soprattutto della qualità dell’aria nelle aule scolastiche.

“Se consideriamo la CO2 come indicatore - dichiara la Sima in un documento pubblicato in collaborazione con l’Unesco già prima della recente emergenza sanitaria - ogni bambino fino a 10 anni emette da seduto circa 14 litri di CO2 all'ora contro i 27 litri dei teenager”. E in epoca Covid il problema dell’aria viziata in classe, noto da tempo, assume un’importanza ancora più rilevante. Per questo motivo, per la Sima gli investimenti della scuola non dovrebbero concentrarsi solo sui nuovi banchi ma anche, e con particolare attenzione, sui sistemi di sanificazione dell’aria indoor.

E la qualità dell’aria dovrebbe essere al centro anche delle strategie per il trasporto urbano in questo delicato periodo Covid: la ripresa delle lezioni rischia di avere infatti un impatto negativo sull’inquinamento atmosferico. Da un’indagine riportata dal Corriere della Sera, un alunno su tre cambierà mezzo di trasporto per arrivare a scuola e il 50% del campione di genitori intervistati dichiara che rinuncerà al mezzo pubblico scegliendo invece l’auto privata. 
Un dato preoccupante non solo alla luce dell’ipotesi di una connessione fra inquinamento atmosferico e sviluppo dei sintomi più gravi del Covid19, ancora al vaglio di diversi studi scientifici, ma anche e soprattutto in considerazione del recente rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente: in un solo anno l’inquinamento ambientale causa, direttamente o indirettamente, 630 mila decessi nei soli paesi dell’Unione europea.