Restiamo umani: rispettare ambiente e qualità dell’aria migliora la nostra vita

Restiamo umani: rispettare ambiente e qualità dell’aria migliora la nostra vita


Il recupero di un migliore rapporto con la natura, di un nuovo equilibrio con l’ambiente in cui viviamo, che gli esseri umani hanno stravolto nei secoli per trovare risposte immediate alle proprie necessità, è da tempo al centro di movimenti ambientalisti che recentemente, in seguito alla pandemia, sono balzati agli onori della cronaca. È il caso del movimento fondato in India negli Anni 70 da Sunderlal Bahuguna, l’uomo che insegnava ad abbracciare gli alberi. «Siamo diventati i macellai della natura», diceva Bahuguna — stroncato dal Covid, a 94 anni, nel maggio scorso. Nel 1980, il suo movimento ottenne dall’allora primo ministro indiano Indira Gandhi la firma di una legge che vietò per 15 anni il taglio degli alberi nelle aree himalayane. Una storia esemplare che si può leggere su Pianeta2021 del Corriere della Sera e che dopo la pausa può essere uno spunto per una ripresa delle attività nel rispetto della natura, della salute del pianeta e anche nel rispetto di noi stessi.

Che la nostra salute - non solo in termini di benessere, ma strettamente nel senso di condizioni cliniche - sia direttamente influenzata dallo stato generale dell’ambiente è dimostrato anche da una nuova conferma che arriva dalla comunità scientifico: migliorare la qualità dell’aria riduce il rischio di demenza. I ricercatori della University of Southern California hanno esaminato un gruppo di donne fra i 74 e i 92 anni, in un arco di tempo compreso fra il 2008 e il 2018, eseguendo test cognitivi ricorrenti su ciascuna di loro e contemporaneamente analisi della qualità dell’aria legata al traffico delle loro rispettive zone di residenza, tutte negli Stai Uniti. Lo studio ha evidenziato che per le donne che vivono in luoghi con un livello del PM2,5 (particolato sottile) del 10% inferiore rispetto agli attuali standard della Environmental Protection Agency's (EPA) il rischio di demenza è inferiore del 14% rispetto alla media internazionale. Per quelle che vivono in luoghi con NO2 (biossido di azoto) del 10% inferiore agli standard, il rischio di demenza è ridotto del 26%. I risultati dello studio sono stati presentati all’inizio del mese di agosto all'Alzheimer's Association International Conference (AAIC) 2021 a Denver.