Qualità dell’aria: il vento sta cambiando

Qualità dell’aria: il vento sta cambiando


Quando si parla di qualità dell’aria in questo periodo, la lente di osservazione è quasi sempre quella imposta dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e i grandi accusati sono le emissioni delle industrie, di allevamenti e agricoltura intensivi e del traffico veicolare, con pesi diversi a seconda dei diversi punti di vista delle analisi portate a termine e divulgate attraverso i giornali.

Ma c’è un altro elemento fondamentale, ultimamente forse un po’ trascurato dalle cronache: lo smaltimento illegale dei rifiuti.
A recuperare l’attenzione dei media sul tema ci ha pensato la Procura di Napoli che ha riconosciuto la relazione tra la presenza di siti di rifiuti incontrollati sul territorio e l’insorgenza di gravissime patologie, non solo dell’apparato respiratorio. La sentenza riguarda il territorio dei comuni di Caserta e Napoli, centro della Terra dei Fuochi.

Prosegue quindi il percorso di avallo legale, a livello internazionale, della correlazione fra inquinamento atmosferico e danni sulla salute di cui parlavamo su RespirareBene la scorsa settimana.

E se la giurisprudenza procede nella condanna delle azioni che danneggiano qualità dell’aria e stato di salute della popolazione, si diffondono soprattutto a livello locale buone pratiche e nuove norme che mirano a correggere gli errori di strategia commessi in passato.

L’Emilia Romagna ad esempio ha recentemente varato il nuovo Piano in materia di tutela della qualità dell’aria e avanzato proposte per progetti strutturali insieme alle altre Regioni del Bacino padano - Piemonte, Lombardia e Veneto - nell’ambito del progetto di ricostruzione nazionale attraverso i fondi europei del Next Generation Eu, anche per rispondere a quanto previsto dalla condanna all’Italia della Corte di giustizia europea del novembre 2020 circa la qualità dell’aria nel nostro Paese, per ciò che riguarda appunto l’area della pianura padana.