Quali sono i temi della sostenibilità dopo il Covid?

Quali sono i temi della sostenibilità dopo il Covid?

La sfida verso un pianeta più vivibile e giusto è appena cominciata e c’è un mondo che la vuole vincere. La sostenibilità da soli è un’utopia, insieme è un fantastico percorso da realizzare. A questo scopo concorre l’attività del marketing sociale.


Il Sustainability Index della Business Community è la rubrica settimanale su LinkedIn della nostra Sustenia, società che si occupa di strategie per le aziende per progettare e realizzare interventi di sostenibilità sociale, economica e ambientale. La rubrica offre contenuti legati allo sviluppo sostenibile relativi alla consistente Business Community gestita su LinkedIn con oltre 13.600 followers tra imprenditori, manager, consulenti uniti da un minimo comune denominatore: l’interesse verso i temi della sostenibilità. 

L’obiettivo dell’Indice è quello di condividere le migliori strategie e best practice, per indicare alla community che la sostenibilità non solo è possibile ma già esiste e alcuni sono già in grado di realizzarla in modo proficuo; lo stesso spazio serve inoltre per denunciare situazioni di crisi e creare consapevolezza su temi che toccano la vita di tutti, sia come cittadini che come professionisti.


Il trend di interesse emerso dalla community prima della crisi generata da Covid-19 seguiva i temi legati prevalentemente alla sostenibilità ambientale, come: politiche di sviluppo sostenibile, climate change, economia circolare, plastic litter e inquinamento, perdita di biodiversità, creazione di valore condiviso, innovazione tecnologica, deforestazione e incendi, temi sociali e economici.


Durante le settimane dell’emergenza Covid-19 abbiamo continuato a monitorare quotidianamente tutti gli articoli inerenti alla sostenibilità apparsi online su primarie testate giornalistiche – tra i quali Focus, Financial Times, The EconomistIl Sole 24 OreIl Corriere della Sera - analizzando i trend topic. Dall’analisi dei contenuti è emersa una forte relazione tra lo sviluppo delle vicende legate al Coronavirus e la rottura degli ecosistemi creata da uno sviluppo rapace. La correlazione “pianeta ammalato – pandemia” è intuitiva per tutti e questo ha aumentato ancor di più l’interesse per questi argomenti.


A partire dalla fine di febbraio, quando la crisi ha iniziato a cambiare radicalmente la quotidianità, si è assistito al comparire sulle maggiori testate giornalistiche di un numero sempre più elevato di articoli che parlavano di come una natura più integra, meno “violentata”, avrebbe permesso di ridurre gli effetti della pandemia e, conseguentemente, il grido di allarme sulla necessità di preservare gli ecosistemi, al contrario di quanto fatto finora. Tutti gli articoli che parlavano di questa correlazione hanno avuto un enorme numero di visualizzazioni, come l’articolo di Repubblica sulla biodiversità “Dove arriva l’uomo meno biodiversità e più pandemie”, che ha superato le 5.000 visualizzazioni.


Sono cresciuti anche gli articoli che parlavano del modello di sviluppo. Di fronte alla crisi il mondo è costretto a riflettere sul proprio futuro e tutti gli approfondimenti che affrontano questo tema hanno avuto grande successo. A partire dalla mobilità sostenibile, come soluzione post Covid, complice anche la sfiducia nel trasporto pubblico e la necessità di distanziamento sociale. L’articolo di Business Insider Italia “La bicicletta è il nuovo oggetto del desiderio degli italiani: le vendite post-Covid fanno decollare la bikenomics” ha realizzato 11.000 views in meno di una settimana.


Grande attenzione hanno avuto anche articoli di innovazione tecnologica sempre in ottica green: in questo caso l’approfondimento de Il Sole 24 Ore sulla propulsione al plasma per gli aerei a zero emissioni ha ottenuto quasi 22.000 visualizzazioni su LinkedIn. 

Di Filippo Sciacca, Esperto di marketing strategico e fondatore di Sustenia