Piante mangia smog per pulire l’aria delle città

Piante mangia smog per pulire l’aria delle città


l’Italia è al primo posto fra gli Stati europei per numero di morti premature annuali (10.400) dovute all’inquinamento atmosferico da biossido di azoto, e al secondo, dopo la Germania, sia per le morti premature (52.300) causate dal particolato fine, che per quelle (3.000) dovute all’ozono troposferico misurato al suolo.

È quanto emerge dal Rapporto annuale sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato dall’Aea, l’Agenzia europea dell’ambiente.

Partendo da questi dati, Coldiretti rilancia la necessità di un grande piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini in Italia, che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione dando una spinta all’economia e all’occupazione, ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato. Anche sull’onda della Giornata nazionale dell’albero, celebrata lo scorso 21 novembre.
L’obiettivo è quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili. Una pianta adulta - precisa Coldiretti - è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina 20 chili di polveri e smog in un anno.

La forestazione urbana è considerata oggi uno degli strumenti più efficaci per ridurre gli effetti catastrofici del cambiamento climatico e creare città più sane e vivibili.
Attenzione però avvisano gli esperti: non bisogna piantare alberi a casaccio.
Serve, partendo dal catasto del verde che molte città ancora non hanno, fare un’accurata pianificazione, incentrata su benefici concreti. "Ad esempio piantare alberi nelle zone della città dove, dati alla mano, il caldo è più acuto”.

E negli ultimi tempi si moltiplicano le iniziative pubbliche e private di riforestazione. Ultima in ordine di tempo, quella del Bosco Fedrigoni, colosso della produzione cartiera che finanzierà il progetto e si prenderà cura del bosco nei prossimi 5 anni: un ettaro e mezzo di terreni a nord di Milano, vicino al comune di Caponago, scelti tra le aree da recuperare che entro fine anno verranno puliti e popolati da querce, frassini, aceri campestri, lecci, tassi, olmi, tra le specie indicate come Coldiretti fra quelle particolarmente utili come “mangia smog”.
La nuova foresta urbana in 20 anni assorbirà almeno 100 tonnellate di anidride carbonica.