Petrolio sotto zero e animali in città. Inizia una nuova era?

Petrolio sotto zero e animali in città. Inizia una nuova era?

Il mondo si è fermato per l’emergenza Covid e in tutti i paesi del globo si sono spenti i motori.

La catena dell’Himalya è tornata visibile da 200 km di distanza, cosa che non succedeva da 30 anni, e, incredibilmente solo fino allo scorso febbraio, il prezzo del petrolio è sceso sotto zero. Uno shock per il mercato legato all’industria tradizionale, che però potrebbe non essere la cattiva notizia che sembra. L’analisi di Christopher Kaminker, di Lombard Odier, gruppo bancario svizzero indipendente, ripresa in un articolo di Tutto Green della Stampa, analizza i 5 motivi per cui il down del petrolio potrebbe accelerare la transizione verso un'economia a zero emissioni nette.

Forse quindi, se sapremo fare le scelte politiche opportune, quello che ci aspetta è un mondo che procede con un’energia più rispettosa dell’ambiente e della salute. E in questa chiave viene interpretato un fenomeno iper documentato in rete e sui giornali da video che raffigurano il ritorno degli animali in città, caprioli che guardano le vetrine del centro in un paese della pianura piemontese, canguri per le strade di Adelaide. Alcune di queste immagini sono vere, altre sono fake news. Per comprendere esattamente il fenomeno e capire meglio qual è, e quale dovrebbe essere, il nostro rapporto con la natura, la biologa e divulgatrice scientifica Laura Scillitani, in un articolo di Scienza in rete, si addentra nei meandri della difficile relazione fra le nostre città e gli animali.

Due punti di vista alternativi per leggere il momento storico che stiamo attraversando.