Ospedali più smart per l’ambiente

Ospedali più smart per l’ambiente


Con il Pnrr, il Piano nazionale di ricostruzione e resilienza, la sanità italiana ha a disposizione 15,63 miliardi di euro a cui si aggiungono altri 4,6 miliardi di React-EU e il sostegno del Fondo Nazionale Complementare. Una somma importante che si può investire anche in tecnologie che possono trasformare anche gli ospedali in “smart building” a misura d’uomo. Le strutture sanitarie potrebbero diventare iper-efficienti, digitalizzate, sostenibili, centrate sulle esigenze delle persone, utilizzando piattaforme digitali per gestire in modo più efficiente l’energia risparmiando risorse economiche che possono essere riversate sulle attività di cura e rendendo questi ambienti più flessibili e resilienti.

Un esempio di buone pratiche già in atto è l’Ospedale della Versilia, dove un intervento concentrato sulle sale operatorie ha ridotto le emissioni di CO2 per un volume pari a quelle di 15mila automobili ogni anno, ed è stato pensato per generare un risparmio su gas, elettricità e manutenzione di circa 3 milioni e 200mila euro per 10 anni. Nei blocchi operatori ospedalieri la qualità e quantità di aria immesse sono soggette a normative ben precise: grazie al digitale i sistemi di regolazione possono essere gestiti al meglio, evitando anomalie, ma allo stesso tempo si può risparmiare energia quando gli spazi sono inutilizzati. E tutto questo, oltre a generare risparmio economico, fa bene anche all’ambiente.

Uno sviluppo possibile che sarebbe in controtendenza rispetto al trend generale più recente relativo agli smart Building: Secondo la III edizione dello Smart Building Report 2021 nell’ultimo anno calano gli investimenti nell’edilizia intelligente e nonostante il successo del Superbonus, gli investimenti nei servizi connessi agli smart building scendono rispetto al 2019.

Il rapporto è stato presentato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano ed è frutto di un rapporto continuo con gli operatori del settore.