Nuovi strumenti per salvare l’ambiente

Nuovi strumenti per salvare l’ambiente

Verso una maggiore sostenibilità di tutte le attività produttive, comprese quelle che fanno parte dello scintillante mondo della Moda. Va in questa direzione il nuovo strumento di Google per eseguire una analisi di sostenibilità per i tessuti impiegati in particolare dalle grandi aziende del fashion, che sono sempre più interessate a uno sviluppo green.
Si chiama Global Fibre Impact Explorer ed è cofinanziato anche da WWF, Stella McCartney e Textile Exchange con lo scopo di aiutare i marchi a selezionare in modo più accurato i materiali che adottano per produrre i loro capi, offrendo una valutazione dell’impatto di ognuno di questi sull’ambiente. “Gfie” attualmente è disponibile solo per i brand che lo hanno finanziato, ma possono usufruirne anche Adidas, Allbirds, H&M Group e VF Corporation, che sono stati consultati e hanno contribuito a testare e perfezionare lo strumento. Lo strumento avrà un accesso più ampio a partire dal 2022.
Il Global Fibre Impact Explorer combina le capacità tecniche di Google Cloud con l’esperienza del WWF in tema di biodiversità. L’obiettivo principale è quello di aiutare i marchi di moda a identificare le fibre più inquinanti, comprenderne i potenziali impatti sull’ecosistema, i rischi delle decisioni di approvvigionamento dei brand e fornire raccomandazioni o soluzioni alternative.
Di tutt’altro genere l’iniziativa di un’azienda tedesca, la Volocopter, che ha inventato una forma di mobilità urbana che potrebbe alleviare il proverbiale traffico delle grandi città e il conseguente inquinamento atmosferico: un taxi aereo a emissioni zero. Si tratta di un veicolo molto particolare, al momento un prototipo, ma che lascia immaginare un futuro migliore. È VoloCity, che potrebbe essere adottato entro i prossimi tre anni a Roma, prima fra le prime grandi capitali al mondo a usufruire di questa nuova forma di mobilità urbana.