Non solo petrolio: la guerra e l’accelerazione verso le rinnovabili

Non solo petrolio: la guerra e l’accelerazione verso le rinnovabili

L’Unione europea punta a tagliare dei due terzi le importazioni di gas russo (40% del totale necessario) già entro la fine del 2022. La strategia si basa sulla diversificazione degli approvvigionamenti, grazie all'aumento delle importazioni di gas naturale liquefatto e via gasdotto da fornitori non russi e all'aumento dei volumi di produzione e di importazione di biometano e idrogeno rinnovabile. Inoltre, sarà necessario ridurre più rapidamente l'uso delle fonti fossili nell'edilizia, anche abitativa, nell'industria, puntando molto su efficienza energetica, aumento rinnovabili ed elettrificazione.

"Dobbiamo diventare indipendenti dal petrolio, dal carbone e dal gas russi. Semplicemente non possiamo fare affidamento su un fornitore che ci minaccia esplicitamente", ha ribadito la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Dobbiamo agire ora per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia, diversificare la nostra fornitura di gas per il prossimo inverno e accelerare la transizione verso l'energia pulita", ha aggiunto.

Oltre al 40% di gas (155 miliardi metri cubi), l'Ue deve a Mosca anche il 27% del petrolio e il 46% del carbone, che nel 2021 hanno sommato 148 miliardi di euro di entrate per le casse russe.

E intanto Eni ha sospeso la stipula di nuovi contratti relativi all'approvvigionamento di greggio o prodotti petroliferi dalla Russia.

“In ogni caso - ha sottolineato il portavoce dell’Azienda - Eni opererà nel pieno rispetto di quanto stabilito dalle istituzioni europee e nazionali".