Le società del petrolio sul banco degli imputati

Le società del petrolio sul banco degli imputati


Tempi duri per le compagnie petrolifere, rappresentanti di un mondo che sembra sul ciglio di un cambiamento radicale: quello dei combustibili fossili.

Il Tribunale internazionale dell’Aja ha imposto alla Shell di ridurre le sue emissioni del 45% entro il 2030. Si tratta di una decisione epocale. Definito "il popolo contro Shell", il caso era stato sollevato nel 2018 dalla filiale olandese di Friends of the Earth, una rete di organizzazioni ambientaliste, e sostenuto da altri sei gruppi e più di 17.000 cittadini olandesi. La Shell ricorrerà in appello, ma è la prima volta che un'azienda privata è obbligata ad allineare la propria politica all'accordo sul clima di Parigi e si potrebbe trattare di un esempio seguito in altre situazioni simili. Tanto più che ci sono già altri procedimenti aperti per cause come questa: lo scorso 22 aprile, ad esempio, il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha fatto causa alla New York State Supreme Court contro Shell, Bp, Exxon Mobil e l’American Petroleum Institute. New York non è neppure la prima città che negli Usa lancia un’azione legale di questo tipo, ce ne sono infatti ormai altre 25.  L’accusa è ferma: le compagnie petrolifere hanno sistematicamente e intenzionalmente preso in giro i consumatori, spacciando i loro carburanti come puliti e con emissioni ridotte e, per decenni, hanno raccontato bugie sulla crisi climatica. Secondo il sindaco di NY, le società hanno sempre negato ai cittadini il ruolo che i loro prodotti avevano nel cambiamento climatico e hanno fatto del greenwashing una regola.