Le pagelle dell’aria europee: in Italia alcuni dei voti peggiori

Le pagelle dell’aria europee: in Italia alcuni dei voti peggiori


L’inquinamento atmosferico è tuttora il più grande rischio ambientale in Europa, avverte l’Agenzia Europea dell’ambiente (EEA), e le città, concentrando nelle proprie aree milioni di persone, industrie, e traffico, hanno ancora livelli di inquinamento che gli esperti di salute considerano pericolosi.

Un monito rilanciato ultimamente dall’Agenzia in occasione della presentazione degli ultimi dati sulla qualità dell’aria nelle città europee, da cui emerge che solo 127 dei 323 centri urbani analizzati ha valori accettabili di polveri sottili. Più della metà sfora i parametri consigliati dall’organizzazione mondiale della sanità per i PM2.5. Fanalini di coda due città italiane, Vicenza e Cremona, rispettivamente a 320° e 322° posto, tra le peggiori di tutta Europa.

Oltre alla pianura padana, nel Bel Paese anche Roma non brilla sul tema. Tuttavia, proprio nella capitale è partita in questi giorni la campagna “Reattivi”, promossa dall’associazione A Sud, per il monitoraggio partecipato dell’inquinamento urbano, che prende in considerazione suolo, acqua e aria. In particolare per quest’ultimo elemento saranno prese in considerazione e monitorate l’area cittadina di Roma e la Valle del Sacco, dove sono stati riscontrati alcuni elementi inquinanti al di sopra del valore limite per la protezione della salute umana.

La lotta all’inquinamento è ormai condotta su più fronti, tramite campagne di mobilitazione dal basso come l’iniziativa in atto a Roma e molte altre in giro per la penisola, ma anche con l’adeguamento dei piani ambientali urbani in molte città italiane e con la definizione di nuove strategie a livello nazionale e internazionale. I tempi per il cambiamento sono lunghi ma la trasformazione culturale sembra ormai definitivamente in atto.