La capacità strategica della politica e la salute globale

La capacità strategica della politica e la salute globale


Il rallentamento delle emissioni è decisamente la notizia migliore in questo periodo di pandemia. Ma il fenomeno va studiato approfonditamente, innanzitutto perché l’effetto è stato solo temporaneo e poi, soprattutto, per valutarne dettagliatamente gli effetti sulla salute del pianeta e nostra come esseri umani.

È lo scopo dell’Ispra, Istituto Superiore di protezione e ricerca ambientale, con il primo rapporto nazionale di sistema sulla qualità dell’aria, pubblicato il primo giorno di dicembre 2020, che attesta nel nostro Paese un calo del biossido di azoto, nel periodo febbraio-maggio 2020, mediamente del 40%, con valori superiori al 70% in alcuni siti localizzati in prossimità di importanti arterie stradali.
Calo significativo anche per il Pm10, il particolato che le amministrazioni comunali usano come principale parametro per decidere le restrizioni del traffico urbano.
Biossido d’azoto e Pm10 sono derivati principalmente dai trasporti, dai consumi industriali, dalla produzione di energia elettrica e dal riscaldamento domestico.
Il report Ispra quindi, ci fornisce ulteriore conferma che se si vuole incidere significativamente sulla qualità dell’aria e della salute globale è inevitabile agire sul settore dei trasporti. Decisione che, se assunta responsabilmente dai governi, cambierà profondamente le nostre abitudini di vita, portando a una società radicalmente diversa da quella a cui siamo abituati.

Ma secondo gli ultimi dati rilasciati dall’European Environment Agency (Eea), i governi europei non stanno perseguendo strategie opportune e decisive in tal senso.
Nella maggior parte delle città europee gli agenti inquinanti prodotti dall’agricoltura, dal riscaldamento domestico e dai veicoli continuano a superare i livelli consentiti dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, tanto che la maggior parte delle città ha messo in atto le misure di controllo del traffico abituali per questo periodo dell’anno, misure che possono avere un effetto sul dato quotidiano, ma non sono più sufficienti.
È necessaria oggi una visione più ampia e soprattutto una politica più incisiva con strategie a lungo termine.