L’OMS contro l’inquinamento atmosferico, soprattutto indoor

L’OMS contro l’inquinamento atmosferico, soprattutto indoor


Regole più severe per preservare l'aria che respiriamo: l’Organizzazione mondiale della Sanità ha cambiato le Linee Guida sulla qualità dell’aria, che erano aggiornate al 2005 e comunque in questi anni sono state scarsamente rispettate dagli Stati. Recentemente è emerso che gli inquinanti atmosferici agiscono sulla salute umana danneggiandola già con concentrazioni ben al di sotto dei limiti previsti allora. «Le prove accumulate sono sufficienti a giustificare azioni finalizzate a ridurre l’esposizione della popolazione ai principali inquinanti atmosferici, non solo in particolari Paesi o regioni, ma su scala globale», ha specificato l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di salute. «Ciò che conta di più è che i governi attuino politiche efficaci per ridurre le emissioni inquinanti, ad esempio pongano fine agli investimenti in carbone, petrolio e gas e diano priorità alla transizione verso l’energia pulita», ha aggiunto Aidan Farrow, uno scienziato dell’inquinamento atmosferico per Greenpeace.

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che 9 persone su 10 respirano aria che supera i limiti delle vecchie linee guida e che quindi contengono alti livelli di inquinanti, con i paesi più poveri che soffrono delle esposizioni più alte. Al contrario di quello che si potrebbe pensare però, e a prescindere dalla parte del mondo in cui ci si trova, l’aria negli ambienti chiusi - che si tratti di case, uffici, scuole, persino automobili - è più inquinata dell’aria outdoor. Non solo: mentre l’aria esterna è soggetta a legislazione volta a ridurre l’esposizione agli agenti inquinanti, la qualità dell’aria all’interno degli edifici (pubblici e privati) non è regolata da alcun riferimento normativo, se non alcune raccomandazioni.