Inquinamento della Terra: un’emergenza più grave del Covid

Inquinamento della Terra: un’emergenza più grave del Covid


"Non ci sono mai state così tante occasioni per i patogeni di passare dalla natura selvaggia alle persone. La nostra continua erosione della natura ci ha portati pericolosamente vicini agli animali e alle piante che ospitano malattie che possono facilmente passare agli esseri umani”. Sono le parole di Inger Andersen, sottosegretario generale dell’Onu e direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ospite lo scorso mercoledì 14 aprile dell’Accademia dei Lincei, per una conferenza dei Colloquia on Science Diplomacy. Science and Solidarity for a Sustainable Planet che sarà presto disponibile in podcast sul sito www.lincei.it.

“Anche nel pieno di una pandemia - ha affermato Inger Andersen, con un monito che aveva già affidato per l’Italia alle pagine di Avvenire - il 2021 può diventare l’anno in cui fare pace con la natura e aiutare il nostro pianeta a guarire. Mentre il Covid19 stravolge le nostre vite, una crisi ancora più grave e persistente richiede azioni urgenti su scala globale. Tre choc ambientali – il cambiamento climatico, il collasso degli ecosistemi naturali e l’inquinamento di aria, suolo e acqua – contribuiscono a un’emergenza planetaria che sul lungo periodo causerà più sofferenza del Covid stesso”. 

“Sappiamo che 9 persone su 10 nel mondo respirano aria inquinata, un dato sconcertante. Gli esperti però hanno sviluppato alcune soluzioni. E quest’anno l’Onu unirà governi e altri attori per affrontare discussioni decisive sull’azione per il clima, la biodiversità e il degrado di aria, acqua e suolo. Affrontare la nostra emergenza planetaria è uno sforzo che coinvolge l’intera società. Ma servono investimenti mirati. I governi devono creare opportunità per le industrie future che generano prosperità e devono assicurare che le transizioni siano giuste ed eque, creando posti di lavoro per coloro che vengono tagliati fuori. E devono ascoltare e far risuonare la voce dei cittadini.

Possiamo farcela. La pandemia ha mostrato l’incredibile capacità umana di innovare e rispondere alle minacce, sotto la guida della scienza. Quest’anno dobbiamo fare pace con la natura e, negli anni a venire, dobbiamo fare in modo che questa pace sia duratura”.