Il futuro dell’auto: crediti verdi e vetture elettriche

 Il futuro dell’auto: crediti verdi e vetture elettriche


Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, si concedono di revocare le misure anti smog per il contenimento del traffico cittadino, con lo scopo di limitare l’uso dei mezzi pubblici possibile occasione di contagio e in alcuni casi, come per l’Emilia, sulla base delle ultime rilevazioni dei dati sull’inquinamento atmosferico che sembra mantenere livelli accettabili. Una misura contestata tuttavia dagli ambientalisti, che invocano una maggiore attenzione sulla qualità dell’aria.

Un tema, quello del blocco del traffico, che suscita polemiche infinite anche perché ormai la comunità scientifica ha avallato la tesi della correlazione fra smog e diffusione del contagio da Covid, nel caso non bastassero i numeri delle vittime che l’inquinamento da solo miete ogni anno in tutto il mondo.

Intanto il nuovo trend ambientalista della politica, occidentale e non solo, inizia ad avere importanti ripercussioni sulle scelte delle imprese, a cominciare proprio dal settore automobilistico: Il Parlamento Europeo, in linea con l’Agenda dell’Onu, vuole ridurre del 60% le emissioni di CO2 entro il 2030, sfida che costituisce un obiettivo molto impegnativo per l’automotive.

Significa abbassare le emissioni medie di anidride carbonica delle auto di nuova immatricolazione da 95 a 50 grammi al km entro il 2030, ed è facile pensare che anche in questo caso fioccheranno le polemiche.

Anche perché cʼè chi è abbondantemente dentro i limiti. Proprio per questo lʼUnione Europea concede il meccanismo dei “crediti verdi”: i costruttori che hanno gamme più pulite possono cedere i loro crediti ad altri più lontani dall'obiettivo. In generale, sta esponenzialmente aumentando il mercato delle auto elettriche, per le quali solo in Italia ci si aspetta un aumento di vendite del 200% rispetto al 2019.