Il Coronavirus cambierà le nostre abitazioni: più tecnologia e interconnessione

Il Coronavirus cambierà le nostre abitazioni: più tecnologia e interconnessione

La pandemia che stiamo ancora attraversando cambierà il nostro mondo, il nostro modo di spostarci e di lavorare e probabilmente anche le nostre case. Ci siamo scoperti fragili e attaccabili da rischi per la salute che credevamo lontanissimi da noi. È stato uno shock collettivo e ora dobbiamo riorganizzarci con l’aiuto dell’innovazione e della tecnologia.

È quanto sostiene l’avanguardia dell’architettura nazionale, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e firmata da Massimiliano Fuksas e dallo Studio Archea di Firenze. Una raccomandazione, considerazioni per dar vita a Linee Guida su come organizzare la casa di domani, partendo dal presupposto che salute, economia e habitat sono parti integranti della nostra vita quotidiana. Spazi comuni nei palazzi per lo smart working e lo smart Learning, device per collegarsi alle strutture sanitarie del territorio e lampade a raggi UV per la sanificazione dei luoghi, sono fra le principali novità a cui è necessario pensare.

Massimiliano Fuksas è il primo firmatario di un gruppo di intellettuali e tecnici che riunisce grandi nomi dell'architettura, della medicina e dell’informatica. L'iniziativa coinvolge tra gli altri il cardiochirurgo Ottavio Alfieri, per vent’anni direttore della cardiochirurgia dell'ospedale universitario San Raffaele di Milano, Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute (DRI) and Cell Trasplant Center dell'Università di Miami, Michele Gallucci direttore della Clinica Urologica dell'Università La Sapienza di Roma, Giorgio Moretti di Dedalus, società specializzata nell'informatica per la medicina.

E proprio alla sanificazione, intesa come processo necessariamente ad alto contenuto tecnologico, Il Sole24Ore ha dedicato un approfondimento ai sistemi più innovativi oggi disponibili, che descrive con particolare attenzione fotocatalisi e ionizzazione.