Il cambiamento climatico farà più vittime della pandemia

Il cambiamento climatico farà più vittime della pandemia

La prima urgenza dell’era post COVID è il taglio di emissioni di anidride carbonica, principale responsabile del cambiamento climatico. Considerare la pandemia da Coronavirus come evento isolato, invece di un segnale importante su come l’ambiente reagisce alle politiche umane dissennate, potrebbe essere un errore fatale.

Mario Tozzi, noto divulgatore scientifico, in un ampio servizio dal titolo “Riscaldamento, siccità e CO2: così nel 2070 l’aria diventerà irrespirabile” su La Stampa , , lancia l’allarme: anche mentre il mondo combatte il coronavirus, il pianeta continua a surriscaldarsi. Se non si riesce a invertire la tendenza, da qui a mezzo secolo il cambiamento potrebbe essere più deleterio di quello scatenato da Sars-Cov2, e, a differenza di questo, sarebbe irreversibile.

Se il lockdown ha dato un assaggio di come potrebbe essere il pianeta con un modello di sviluppo più sostenibile, Il debutto della Fase2 rischia di riportare immediatamente tutto indietro.

Esempio eclatante, ripreso da molte testate fra cui Il Mattino di Napoli che qui citiamo, il fiume Sarno in Campania, “il fiume più inquinato d’Europa”, che è tornato ad avere acque torbide e maleodoranti per gli scarichi delle aziende locali, mentre negli ultimi due mesi erano state terse e cristalline.