I dati sulla qualità dell’aria: un patrimonio da valorizzare

I dati sulla qualità dell’aria: un patrimonio da valorizzare

Le Regioni raccolgono scrupolosamente e quotidianamente i dati sulla qualità dell’aria, che sono pubblicati sui siti di ciascuna Arpa regionale, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Purtroppo però i criteri di pubblicazione sono diversi per ogni regione, i dati quindi sono difficili da assemblare e da gestire a livello nazionale per una opportuna analisi necessaria per una strategia generale.

“Il valore dei dati - sottolinea Vicenzo Patruno, Project Manager e Open Data Evangelist dell’Istat - sta proprio nel riuscire a combinarli assieme. Ma metterli assieme vuol dire disegnare un linguaggio comune che ci consenta di far parlare tra loro i dati. Questo, se vogliamo, è uno dei grandi problemi che riguarda non solo le Arpa regionali ma tanti Enti pubblici che producono dati. Quando un’attività non è centralizzata ma viene gestita in modo autonomo a livello locale, rimettere insieme i dati prodotti dai vari enti locali diventa infatti un ostacolo da superare e un problema da gestire”.

Un caso di eccellenza da questo punto di vista, segnalato sempre da Patruno, è rappresentato da Open Puglia, che con un’azione di “hacking civico” rende disponibili via API (cioè attraverso un’interfaccia che mette in comunicazione applicazioni di tipo diverso e rende quindi possibile assemblare dati di provenienza differente) i dati giornalieri sul monitoraggio dell’aria pubblicati da Arpa Puglia. A questo indirizzo  è possibile accedere ai dati giornalieri secondo la specifica OpenAPI. Sono dati che provengono dalla pagina ufficiale di Arpa Puglia. È una piccola azione di advocacy che serve a mostrare alle varie Arpa ma in generale alla Pubblica Amministrazione come sarebbe opportuno pubblicare i dati, in particolar modo quei dati che, come accade per i dati di monitoraggio dell’aria, per la loro natura cambiano continuamente nel tempo.