I costi della transizione ecologica verso un’energia più pulita

I costi della transizione ecologica verso un’energia più pulita

L’incremento delle spese per l’energia legata a fonti fossili è la principale voce dell’inflazione che sta correndo in Italia negli ultimi mesi. E questo rende la  transizione energetica, obiettivo del Governo Draghi e target a livello globale, una scelta sempre più necessaria, come gli attuali tragici eventi internazionali rendono ancora più evidente. La scelta della riduzione dell’impatto ambientale sul pianeta, con l’obiettivo di ridurre del 55 per cento le emissioni di anidride carbonica indicato dall’Agenda 2030 dell’Onu, assomiglia sempre di più a quella dell’euro: un processo finalmente diventato irreversibile. Il problema è il percorso per arrivarci.

Come distribuire e rendere più equo il costo della transizione? Quale inflazione potrebbe generare? Previsioni complicate. A proporre una strategia, è la stessa Bce , la Banca centrale europea, la cui presidente, Christine Lagarde, ex ministro dell’Economia francese, ex direttrice generale del Fondo Monetario internazionale, ha recentemente dichiarato: «La transizione verde, la rivoluzione digitale e i cambiamenti demografici sono stati tutti accelerati dalla pandemia. Se vogliamo raggiungere una crescita sostenibile in futuro, l’offerta e la domanda devono muoversi insieme mentre l’economia si adegua a questi cambiamenti. Una possibile conseguenza è una maggiore volatilità dei prezzi dell’energia, poiché le tecnologie ponte come il gas naturale devono essere utilizzate per colmare le lacune nella produzione energetica. E c’è il rischio che ciò possa incidere sulla fiducia del pubblico nella decarbonizzazione. Quindi la soluzione deve essere accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili - e in altre tecnologie verdi - in modo che entrino in linea più velocemente»