Estate, condizionatori e qualità dell’aria

Estate, condizionatori e qualità dell’aria


L’arrivo del caldo estivo fa istantaneamente ripartire i nostri condizionatori d’aria, in casa e in ufficio. Ma quest’anno, un attimo prima di attivare l’interruttore di accensione, tutti ci siamo ricordati della discussione pubblica che si era scatenata la scorsa estate, sulla potenziale pericolosità dei condizionatori rispetto alla diffusione del contagio da Coronavirus. Discussione che si era poi smorzata con la semplice raccomandazione di una corretta manutenzione degli apparecchi che peraltro, se dotati di opportune apparecchiature aggiuntive, possono diventare efficacissimi sanificatori d’aria.

A ulteriore rassicurazione sul tema, recentemente l’Iss istituto superiore di Sanità ha aggiornato le linee guida sulla sanificazione di ambienti non sanitari, in cui si raccomanda un ricambio frequente d’aria nei vari spazi chiusi, con l’apertura delle finestre o con l’ausilio di purificatori d’aria portatili, nei luoghi in cui non si possano utilizzare impianti di ventilazione meccanica.

E sull’invenzione e l’utilizzo dell’aria condizionata recentemente il Post ha dedicato un excursus, ricordando che il primo impianto nacque a New York all’inizio del 1900 per le esigenze di una tipografia. “Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento negli Stati Uniti ci furono due estati particolarmente calde - racconta l’articolo del quotidiano on line - che misero in serio pericolo il lavoro della Sackett-Wilhelms Lithographic and Publishing Company. La forte umidità ingrossava le pagine e sbiadiva l’inchiostro, talvolta rovinando del tutto le stampe e causando grosse perdite economiche per l’azienda. Si pensò quindi di adottare un sistema di raffreddamento dell’aria, progettato da Willis Carrier, ingegnere 25 enne, costituito da un ventilatore che soffiava aria attraverso bobine riempite d’acqua fredda, che così riusciva a raffreddare efficacemente gli ambienti intorno alla macchina tipografica”.