Dalla tecnologia alla natura, gli strumenti per misurare la qualità dell’aria

Dalla tecnologia alla natura, gli strumenti per misurare la qualità dell’aria

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il 92% della popolazione mondiale trascorre la maggior parte del proprio tempo in ambienti chiusi e circa 3 milioni di decessi ogni anno sono riconducibili all’inquinamento indoor. 

La pandemia di Covid ha acceso i riflettori dell’attualità su un tema critico ben prima della recente emergenza sanitaria: l’inquinamento atmosferico ha conseguenze dirette e concrete, potenzialmente anche molto gravi sul nostro stato di salute. 
La maggiore sensibilità al tema comporta il moltiplicarsi se non di possibili soluzioni, certamente di metodi per controllare e misurare il fenomeno. 

La tecnologia in particolare offre strumenti sempre più raffinati, fino allo sviluppo di sensori biodegradabili per la misurazione della qualità dell’aria in ambienti domestici: il progetto “Sensible” di cui i giornali hanno parlato durante questa estate, coordinato da Enea in collaborazione con l’azienda Promete, ha proprio lo scopo di realizzare dei rilevatori dei parametri ambientali all’interno di abitazioni, scuole uffici, che misurino e consentano di controllare temperatura, umidità e soprattutto inquinamento dell’aria che respiriamo.

Ma oltre la tecnologia, la natura stessa, se interpretata e letta correttamente, può aiutarci in questo sforzo. La Fai, Federazione apicoltori italiani, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, ha lanciato il progetto “Apincittà” che rientra nella strategia nazionale del ministero per le Politiche agricole. Si tratta di un biomonitoraggio di ecosistemi urbani mediante alveari, attraverso campionamenti di miele prelevati preferibilmente da città capoluogo di provincia o da centri cittadini con rilevante numero di abitanti. Sui campioni saranno effettuate analisi dei parametri fisico-chimici di legge e analisi dei metalli pesanti (per la valutazione della qualità dell’aria). Oltre al miele sono le api stesse ad essere importanti rilevatori dell’inquinamento atmosferico: le specie che vivono in zone del mondo particolarmente inquinate, come la zona di Bangalore in India, presentano sintomi di avvelenamento da piombo riconducibili proprio all’inquinamento atmosferico.