Clima o qualità dell’aria: qual è l’emergenza principale

Clima o qualità dell’aria: qual è l’emergenza principale

“L'inquinamento dell'aria è un problema altrettanto grave quanto il cambiamento climatico, ma è molto meno sentito. Ed è questo l'ostacolo principale da abbattere”. Inizia così il documento La qualità dell’aria, redatto dal ASviS,  l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che offre analisi e proposte sul tema dell’inquinamento atmosferico nel nostro Paese, uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute. 

Nel documento si legge che, nonostante la qualità dell’aria in Italia sia in generale miglioramento rispetto al passato, nel 2019 sono morte prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico circa 60mila persone, per una media approssimativa di 165 persone ogni giorno. Inoltre, sull'Italia gravano tre procedure di infrazione a causa del superamento dei limiti degli inquinanti atmosferici. Queste evidenze esprimono chiaramente che “l’inquinamento atmosferico è un problema che caratterizza in modo particolare le città italiane”, con alcune aree maggiormente critiche, tra cui il bacino padano, la zona della Valle del Sacco nel Lazio e quella dell’agglomerato di Napoli e Caserta. 

Che fare? Per migliorare la qualità dell’aria, uno degli strumenti più importanti è potenziare al massimo il contributo della vegetazione nelle nostre città, con precise strategie politiche ed interventi innovativi e tecnologici. Il primo passo consiste nel misurare il contributo attuale delle piante per immaginare scenari futuri: lo sottolinea il Layman’s report, pubblicato ad aprile, che descrive i risultati del progetto Veg-Gap coordinato da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) e che coinvolge come partner la Città metropolitana di Bologna, il comune di Madrid, il comune di Milano, Arianet, Crea, Meeo e il politecnico Universitario di Madrid.