Che rumore fa l’aria aperta? E quanto vale?

Che rumore fa l’aria aperta? E quanto vale?


L’aria pura è salutare non solo per il nostro organismo, ma anche per la nostra psiche. A sostenerlo, su base scientifica, è una ricerca pubblicata su Scientific Reports - e ripresa in Italia dal Corriere Salute - che ha verificato come gli stimoli sonori naturali familiari che riempiono l’aria degli spazi aperti siano associati a una maggiore attivazione del sistema nervoso parasimpatico, correlata a uno stato di rilassamento fisiologico e alla sensazione di trovarsi in un ambiente percepito come sicuro. Fruscii, mormorii e cinguettii che fanno parte integrante dell’ambiente naturale generano benefici, specie quando si è sotto pressione. Un vero e proprio patrimonio sonoro. 

L’indagine si basa sull’osservazione di volontari sani, ai quali sono stati fatti ascoltare suoni naturali e suoni artificiali, selezionati in modo da risultare molto familiari o sconosciuti. I suoni sono stati riprodotti durante una sessione di risonanza magnetica mentre i volontari erano impegnati in un compito utilizzato per studiare la capacità della mente di vagare senza costrizioni, il cosiddetto mind wandering. Nel contempo è stata registrata la variabilità del battito cardiaco dei partecipanti, un indice associato all’attività del sistema nervoso parasimpatico e dunque al benessere psicofisico per valutare le reazioni individuali ai diversi suoni.

La salute dell’ambiente come patrimonio, capitale in senso economico stretto, non è una novità: la qualità dell’aria, così come la salubrità del suolo, la pulizia del mare e degli altri elementi naturali sono stati trasformati in Capitale naturale, attribuendo loro un preciso valore economico con stime monetarie per misurare il valore della biodiversità e i benefici ottenuti per il benessere umano. Alla presenza del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, è stato recentemente presentato il Quarto Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia, frutto del lavoro d’indagine svolto tra novembre 2020 e marzo 2021 da un comitato in cui figurano tra gli altri, oltre al direttore generale del Mite per il patrimonio naturalistico Antonio Maturani, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini, il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, il viceministro all’Economia Laura Castelli, il sottosegretario al ministero del Lavoro Rossella Accoto, il sottosegretario al Sud Dalila Nesci e il presidente dell'Ispra Stefano Laporta.

Questa “strategia di capitalizzazione” è stata riconosciuta nell’ambito delle Nazioni Unite, attraverso la definizione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.