Aziende e Ambiente: i buoni propositi per il 2022

Aziende e Ambiente: i buoni propositi per il 2022

Rendere pubblici i dati relativi al proprio impatto ambientale e le strategie messe in campo per ridurlo: è la sfida lanciata da di Cdp, Carbon disclosure project, organizzazione no-profit britannica a cui hanno aderito 13 mila aziende in 90 Paesi del mondo. Lo scopo è semplice: essere trasparenti con i potenziali investitori, promuovendo l’attenzione all’ambiente come valore immediatamente economico. Sul totale di chi ha messo a disposizione i propri dati però, solo l’1,5 per cento ha ottenuto il rating più alto in relazione agli impegni presi e alle strategie messe in atto per diventare “net zero”. Cdp assegna una valutazione che va da “A” a “F”. Per ottenere una “A”, le aziende devono avere come obiettivo il raggiungimento delle emissioni zero, rivelare le loro emissioni e farle controllare da una terza parte, e fornire la prova dei progressi ottenuti anno dopo anno sulla riduzione delle emissioni e sull’aumento dell’uso di energia rinnovabile. Le aziende che ottengono una “A” nella valutazione del CDP possono essere descritte come leader nelle strategie climatiche del settore. La valutazione “F” è riservata alle aziende che non hanno rivelato i propri dati climatici al CDP nonostante la richiesta del gruppo (4.000 in tutto).
È solo l’inizio di una trasformazione culturale lunga e complessa, ma necessaria per preservare il nostro ambiente e la nostra salute.