Ambiente e politica: gli Stati Uniti e lo scenario globale

Ambiente e politica: gli Stati Uniti e lo scenario globale


Ci voleva una pandemia, ma ora l’ambiente è balzato improvvisamente al primo punto delle campagne elettorali e, si spera, anche delle effettive agende politiche mondiali. È appena successo negli Stati Uniti, durante lo scontro per le presidenziali che ha inchiodato l’opinione pubblica di tutto il mondo agli aggiornamenti quotidiani perché la politica scelta dagli Usa per i prossimi anni segnerà la strada per la politica di tutto il mondo.

Trump in difesa dei combustibili fossili, Biden sostenitore delle fonti rinnovabili di energia: lo scenario è quello dell’Agenda Onu 2030, che anche l’Unione europea ha fatto suo con il Green Deal ponendo per tutti gli stati membri l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 50% entro il 2030 e la neutralità climatica, cioè l’azzeramento dei gas serra, entro il 2050.

Pechino, ufficialmente, si allinea: emissioni zero entro il 2060, che a molti è sembrata una boutade, ma che certamente è il segnale di una sensibilità sul tema che fino allo scorso anno non esisteva, manifestata ora persino dal Paese che produce circa un quarto dei gas inquinanti di tutto il pianeta.

E l’Italia cosa fa? In attesa di vedere cosa dirà la politica nazionale alla prima occasione di confronto elettorale, l’Italy Climate Report (ICR), segna un rallentamento italiano sulla strada del taglio delle emissioni. Sarà necessario raddoppiare la produzione di fonti rinnovabili, che dovranno arrivare a soddisfare circa il 40% del fabbisogno energetico nazionale, mentre oggi arrivano solo al 18%, oltre a migliorare l’efficienza energetica. Obiettivi non sufficienti se non si include anche il taglio del 25-30% delle emissioni prodotte dai processi industriali, dall’agricoltura e dalla gestione dei rifiuti.

Italy for Climate individua dunque sei aree su cui puntare per poter essere in grado di centrare gli obiettivi e vanno dall’introduzione del carbon pricing al passaggio verso un’economia circolare, dal rafforzare la ricerca e sviluppo alla diffusione di soluzioni innovative, dalla semplificazione delle procedure alla promozione della cultura della transizione.

L’unico dato certo è che stiamo affrontando un cambiamento epocale e che la Green economy sarà il terreno su cui si giocherà il futuro dell’economia globale, una trasformazione accelerata dall’indicazione europea di destinare al clima una quota rilevante dei finanziamenti per la ripresa dalla più grande crisi economica dal dopoguerra.