Alberi e sensori contro l’inquinamento atmosferico

Alberi e sensori contro l’inquinamento atmosferico

Parallelamente all’incessante lavoro della ricerca tecnologica che escogita nuovi strumenti e device per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, stanno partendo una serie di progetti che fanno del ritorno alla natura l’arma vincente contro il degrado ambientale.

Se lo sforzo della ricerca, in accelerazione durante questa nostra “era Covid”, sta facendo fare un balzo in avanti allo sviluppo tecnologico del Paese che era molto atteso, le strategie prevalentemente pubbliche di riqualificazione ambientale attraverso la riforestazione ci regalano certamente un ambiente più umano. E spesso innovazione tecnologica e ritorno alla natura si intrecciano, regalando soluzioni innovative.

È il caso della città di Ferrara: un’ingente operazione per piantare alberi ad alto assorbimento di inquinanti, insieme a sensori per capire come si spostano i cittadini, con quali mezzi e con quali flussi di traffico, sono tutti elementi di una strategia del Comune che punta a ridurre l’inquinamento almeno del 20%.

Ma non è l’unico caso. A Trento, e in altre 25 località italiane, saranno i boschi a raccontare direttamente se la qualità dell’aria è accettabile oppure no. Il progetto Tree Talker prevede l’installazione di sensori sugli alberi di boschi e foreste che rilevano la presenza e l’entità di agenti inquinanti nell’atmosfera: è il progetto della fondazione Edmund Munch finanziato dal Ministero dell’Istruzione. La raccolta dati servirà a valutare lo stato di salute delle piante, preziosissime per lo stato dell’ambiente, e quello del contesto in cui si trovano.